Isao Takahata e la sua carriena nel mondo dell'animazione

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Isao Takahata e la sua carriena nel mondo dell'animazione

Messaggio Da MrGabrizzz il Mar Nov 18, 2014 8:08 pm



Dunque..
Salve a tutti!
Scusate se non ho guardato molto il forum,è stata una settimana piena di rotture di scatole,ma ora che c'ho un paio di ore libere scrivo qualcosa di interessante.

Il titolo del topic dice tutto,oggi si va a parlare di niente poco di meno che Isao Takahata.Cofondatore insieme a Hayao Miyazaki del rinomato studio di animazione Studio Ghibli.
Partiamo dagli inizi per arrivare ad il suo ultimo lavoro "La storia della principessa splendente" uscito nelle sale se non sbaglio due settimane fa.

Questo topic serve solo per approfondire la sua figura,non aspettatevi recensioni o altro,è giusto un'infarinatura dei suoi lavori.
Bene,possiamo cominciare.

Takahata nasce nella prefettura di Mie, anche se trascorre gran parte della sua infanzia e adolescenza nella prefettura di Okayama. Cresce in un ambiente dove ha la possibilità di accostarsi sin dall'infanzia alla letteratura e alla musica, ed uno dei suoi primi interessi è la storia dell'arte, che intraprenderà come percorso di studio. Conclusi gli studi superiori si immatricola alla prestigiosa Università di Tokyo, iscrivendosi al corso di letteratura francese e conseguendo una laurea nel 1954. Grande ammiratore della poesia di Prévert, che scopre durante il periodo universitario, tanto che più avanti cura la traduzione delle sue opere dal francese al giapponese. Una raccolta di questi lavori è stata pubblicata alla fine del 2004. Durante il periodo universitario nasce in lui un interesse per la storia del cinema e prende parte al club di studi cinematografici e scrive articoli sul cinema su una rivista studentesca. È particolarmente interessato al cinema francese e scopre in Prévert non solo il poeta ma anche lo sceneggiatore, ed il suo lavoro con l'animatore Paul Grimault. Nel 1953 esce in Francia La Bergère et le ramoneur di Grimault e Prévert, un'opera di grande portata ma rinnegata dai suoi autori - in questa versione - perché poco curata e incompleta. Nonostante questo il film viene comunque proiettato in Giappone due anni dopo, affascinando fortemente il pubblico. Per Takahata questo film è un'illuminazione, poiché l'animazione giapponese era ancora saldamente legata al modello disneyano. La Bergère et le ramoneur diventa per lui un punto di partenza per esplorare tutto ciò che il cinema d'animazione consente di fare.(presa paro paro da Wikipedia,fotte un cazzo)

Nel 1959 riesce ad approdare allo studio d'animazione Toei Doga grazie alla vincita di un concorso per aspiranti registi,come scritto sopra infatti Isao comincia ad amare l'animazione e il messaggio che si può dare grazie ad essa tramite l'animazione francese.Nei suoi primi anni di lavoro collaborerà a diversi progetti animati,difatti quelli stessi anni saranno una manna dal cielo per l'animazione giapponese.
nel 1958,prima ancora che Isao entrasse a far parte della Toei,esce nelle sale nipponiche il film "La leggenda del serpente bianco",il primo film animato a colori da parte del sol levante,che nella sua avanguardia sara inesorabilmente in ritardo di 10 anni rispetto alle controparti occidentali.
Il film riscuote molto successo,sia in patria che all'estero (al festival del cinema di Venezia ricevette una menzione speciale) facendo così avere un'idea all'allora presidente dello studio;Hiroshi Okawa infatti pensò di riuscire a a produrre un film animato ogni anno così da riuscire almeno a far competere,seppur di poco l'animazione giappa con quella "disneyiana".
E da qui ritorniamo ad Isao,infatti il nostro piccolo apprendista per 6 anni collaborerà a svariate produzioni animate quali:Robin e i 2 moschettieri e ½ del 61,Anju to Zushio Maru sempre del 61,Wanpaku Ōji no Orochi Taiji del 63 e Hustle Punch che sarà la sua prima serie animata che lo vedrà addirittura come regista di 2 episodi.
La vera svolta però si avrà nel 1965,dove i vari dipendenti dello studio,stremati dalle condizioni di lavoro alquanto disumane che li portavano a malattie e in vari casi anche al suicidio,cominciarono a rivoltarsi ai superiori e a protestare.Lo studio per poter placare gli animi e dare libertà creativa diede la possibilità ai dipendenti dunque di portare a termine un opera originale senza nessuno restrizione,sarà Ōtsuka Yasuo a prendere le redini di questo progetto,un pezzo di storia nell'animazione classica che grazie a questo progetto darà vita al sodalizzio tra Takahata e Miyazaki.
E quindi qual è questo progetto?
Ovviamente si sta parlando de "Il principe del sole - La grande avventura di Horus".
Film rivoluzionario,un cult sia per le scelte registiche sia per la storia in parte citata sopra,difatti le proteste degli animatori e le imposizioni della Toei si faranno sentire anche durante la produzione;lo studio,preoccupato per la forte localizzazione del prodotto volle poter usare una sceneggiatura ed un'ambientazione strettamente per bambini.
I dipendenti non ci starono e l'unica cosa che cambiarono al film fu l'ambientazione,situata in una non chiara parte dell'europa del nord.Ma questo fu solo l'inizio.
I vari problemi che si susseguirono furono molteplici:l'opera ad inizio dei lavori si pensava avesse avuto bisogno di "soli" 8 mesi per la sua creazione ma tra vari divergienze tra lo studio e i dipendenti,scadenze non rispettate e troppe spese il film(che fecero tagliare di 15 minuti la durata totale del film) su completato dopo ben 3 anni.
Ma passiamo al film
La trama ve la racconto a grandi linee,non voglio rovinarvi troppo il film anche perché dovreste guardarlo anche senza aver letto la trama visto il suo valore storico.Dunque la prima scena che vediamo ritrae horus che combatte con un branco di lupi,l'intera sequenza è animata da  Miyazaki,e signori è veramente meravigliosa
Ricapitolando..ah si quindi Horus combatte con questi lupi,si siede su una pietra,viene fuori che questa pietra in realtà è un golem,i lupi scappano,horus è felice,il golem prova un forte dolore alla spalla,Horus lo aiuta togliendogli questa "spina" che attanaglia dal dolore il golem,si scopre che quella "spina" è in realtà una spada leggendaria,Horus va a casa felice e contento dal padre,il padre che sta morendo gli racconta che in realtà viene da un paese da cui il padre fuggì per colpa di un malvagio che seminava odio e violenza tra gli abitanti facendo si che loro stessi distruggessero il villaggio,il padre muore,Horus va alla ricerca del villaggio e basta che sennò vi racconto tutto il film.
L'unica pecca di cui risente il film purtroppo è l'età.Qualche dialogo tra i personaggi e potrebbe far storcere il naso ma livello di regia potrete stare tranquilli,il film non presenta cali di narrazione di alcun tipo,la storia prende il via e va spedita.Il doppiaggio in italiano è anche carino stranamente,visto che la registrazione fu fatta negli anni 60.

Sembra che non ci sia altro da dire.
Io mi son stancato di scrivere,se vi dico che fra punteggiatura,informazioni e anche una chiusura della scheda del browser che mi ha fatto cancellare tutto ci ho messo 3 ore a scrivere ste 4 righe non mi credete neanche.
Ma è vero.
Quindi per oggi mi fermo qui,cercherò di continuare domani,tanto il grosso del lavoro è stato fatto..
Bon,detto questo tanti saluti e abbracci,per oggi ho dato  Razz
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Re: Isao Takahata e la sua carriena nel mondo dell'animazione

Messaggio Da Roboanz il Mer Nov 19, 2014 12:06 am

Horus me lo sono spolpato a forza di sakuga ma ancora non l'ho visto intero, sai?
Tipo ho già visto tutte le sequenze senza vederle in ordine.
Che cosa brutta.
Lo farò prestissimo, comunque.

Non potrò mai essere abbastanza grato a Takahata per la Kaguyahime, invece. Come ho già detto, durante certe inquadrature mi veniva da piangere (qualche lacrimuccia è uscita) solo per l'aspetto visivo+uditivo. Ancor prima che il mio cervello connettesse a livello semantico e narrativo, già solo il piacere estetico m'aveva fulminato le sinapsi.
In quelle due ore io - per quanto sia Ghiblifag (e lo sono, fidatevi) - non ho potuto far altro che accantonare tutti i Miyazaki visti nel corso degli anni e fare chapeau a Takahata che m'ha regalato un'emozione grandissima.
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